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Il Mimetismo



Come tutti gli insetti anche le farfalle hanno dei meccanismi di difesa. I lepidotteri, per completare il loro sviluppo passano attraverso quattro fasi, iniziano il loro ciclo vitale come uova, dopodichè trascorsi alcuni giorni fuoriesce dall’uovo un bruco, che una volta raggiunto il suo massimo sviluppo diventerà una crisalide , dalla quale nascerà la farfalla. Proprio durante tutti questi passaggi, le farfalle sono soggette a molti predatori , alcuni dei più famosi come formiche, ragni, uccelli, lucertole , parassiti e molti altri.

Bruco di Pontia Edusa parassitato,
(purtroppo per questo bruco non c'è più niente da fare).
Farfalla predata da un ragno.
Foto scattata da Alessandra e Rocco Marciano.

Ma allora come si difendono le farfalle?

Il mimetismo è senza dubbio un ottimo meccanismo di difesa, insomma una strategia vincente. In queste poche righe analizzeremo appunto il mimetismo delle farfalle e qualche altro insetto, ma è ovvio che è adottato da molti animali. Letteralmente significa “io imito” e deriva dal greco. Esistono diversi tipi di mimetismo, ma il più conosciuto e sicuramente il mimetismo criptico, che consiste nella capacità di un organismo, di confondersi con l’ambiente circostante, e questo avviene assumendo esattamente le forme oppure i colori dell’ambiente che lo circonda, l’insetto inoltre rimane completamente immobile e questo lo rende invisibile ai predatori . Anche molte uova di lepidotteri sono perfettamente mimetizzate con la foglia su cui sono deposte, oppure ancora risulta molto difficile riuscire ad individuare un bruco sulla sua pianta nutrice, e molte farfalle sono perfettamente invisibili sui tronchi di alberi o su altri supporti.

Bruco di podalirio mimetizzato su una foglia di prunus Geometridae mimetizzato con la corteccia di un ulivo

Non sempre però gli animali mimetici cercano di confondersi con l’ambiente, al contrario molte farfalle tossiche o dal sapore sgradevole mettono in mostra i loro colori , spesso molto vivaci, avvertendo così i predatori della loro pericolosità, in questo caso il predatore che avrà assaggiato per una volta questa farfalla se ne ricorderà facilmente associando a questi colori il sapore nauseante e se ne terrà lontano (mimetismo mulleriano). Di sotto sono riportati due esempi di farfalle tossiche, la prima una zygaena filipendulae che come altre zigaenidae mostra degli intensi colori metallici e di fianco la Zerynthia polixena le cui larve si nutrono di aristolochia (pianta velenosa), questo spiega la vistosa colorazione del bruco e dell'adulto.

Zygaena filipendulae. Zerynthia polixena
Proprio su questa linea è stato classificato un altro tipo di mimetismo che viene detto mimetismo Batesiano.
In questo caso alcune farfalle che risultano innocue e quindi mangiabili imiteranno specie tossiche e quindi disgustose, mentre ad esempio alcuni ditteri imiteranno specie di imenotteri molto pericolosi. E' sorprendente, come tali insetti sfruttino questa caratteristica per tenere lontani i predatori. Non avendo un supporto fotografico relativo ai lepidotteri per questo esempio ho riportato sotto una foto di Volucella Zonaria, un dittero molto comune dalle nostre parti che con la sua colorazione giallo-nera riesce facilmente ad ingannare i predatori.

Volucella Zonaria

Rimane comunque da dire che il discorso mimetismo è sicuramente molto più ampio e complesso di queste poche righe.

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